Il Museo dell'emigrante


Un ricordo particolare va dedicato al “Museo dell'Emigrante”, inaugurato alla fine di luglio 2004. L'allestimento e la progettazione sono stati curati dall'Architetto Mario Ghiretti.
All'avvenimento è inoltre legata la presentazione della “statua dell'Emigrante”, la statua del ”Bestraiau” realizzata da Ido Armani, artista di Tornolo. È in pietra arenaria, originaria del Monte Zuccone e testimonia l'appartenenza alla propria terra, alle proprie radici; ma vuole anche rappresentare tutti i tarsognini emigranti per il mondo, alla ricerca di fortuna e benessere. Un fardello sulle spalle, una valigia di cartone legata con una corda, un rosario portato al collo,costituivano il modesto bagaglio di chi lasciava, forse per sempre, il proprio paese e gli affetti più cari.
Il fenomeno dell'emigrazione, iniziato nel 1700 raggiunge il suo culmine agli inizi del 1900, al punto che si può parlare di un esodo di massa Oltreoceano; nel tempo, si passa da una emigrazione stagionale ad una definitiva. Coloro che lasciavano il proprio paese e gli affetti più cari, cercavano di sistemarsi in una terra straniera in zone abitate da italiani: a Londra, nel quartiere Soho, a New York, nel Greenwich Villane, a Little Italy, Long Island, Astoria ed ancora a San Francisco, in Argentina, in Canada, in Svizzera.
Animati da un forte senso di solidarietà, gli emigranti si aiutavano a vicenda nelle più banali esigenze quotidiane; essi mantenevano una forte religiosità ed anche una devozione particolare ai santi venerati nel  paese d'origine. Il gesto simbolico, ma ricco di significato, per non dimenticare i “Bestraiai” è stato voluto fortemente dall'Amministrazione Provinciale, dal Comune di Tornolo, dalla Famiglia Tarsognina, dalla Parrocchia di Tarsogno, dall'Istituto Scolastico di Tarsogno e dalla Camera di Commercio.
Il Parroco del paese, Don Roberto Mazzari, ha benedetto il Museo e pregato per tutti gli emigranti, mentre il Rettore del Seminario di Bedonia, Don Piero Lezoli, ha letto il saluto inviatogli dal Vescovo di Piacenza-Bobbio, Mons. Luciano Monari: “Nel giorno in cui inaugurate solennemente il Museo dell'Emigrante, desidero prendere parte alla vostra gioia e soddisfazione per aver realizzato un significativo progetto volto a custodire la memoria e a valorizzare l'esperienza delle numerose persone emigrate all'estero, originarie di Tarsogno e della Val Taro. Iniziativa preziosa la vostra, che dovrebbe aiutare a leggere con maggiore profondità e verità anche il complesso fenomeno dell'emigrazione che stiamo vivendo attualmente nel nostro paese.”
Il Museo, che ha sede nel Centro Giovanile, è stato dedicato alla Professoressa Anna Maria Figoni, docente della Scuola Media di Tarsogno, recentemente scomparsa, che da sempre aveva promosso e sostenuto iniziative volte a valorizzare la memoria storica.
L'ampia sala espone circa 300 fotografie di emigranti, oggetti vari tra cui una fisarmonica, alcune valigie di cartone, bauli con il corredo più bello, una cassetta porta oggetti (cassetta dei Mersà) di uno dei primi emigranti contenente un po' di tutto: chincaglierie, bottoni, lucido da scarpe, bottigliette di brillantina; poi abiti, cravatte e calze di seta.
Suscita curiosità uno specchio, che diventa la copertina di un album di foto d'epoca proveniente dalla Francia.
Il visitatore ha anche la possibilità di soffermarsi davanti a un video che mostra una carrellata di immagini suggestive legate a personaggi e a momenti particolari della vita di Tarsogno.

Il Museo è aperto da luglio a settembre con il seguente orario:
- Luglio e Settembre, solamente il venerdì – sabato – domenica dalle ore 16.00 alle 19.00.
- Agosto, tutti i pomeriggi dalle ore 16.00 alle 19.00.